Oltre le previsioni: orientarsi nella volatilità globale con l’intelligenza meteorologica

“Un cambiamento del tempo è sufficiente a ricreare il mondo e noi stessi”, scriveva Marcel Proust in “Alla ricerca del tempo perduto”. In altre parole, il meteo non cambia solo lo scenario: trasforma in modo profondo la nostra realtà, con un’intuizione sorprendentemente profetica. Nel mondo di oggi, il meteo non è solo lo sfondo: è una delle variabili più volatili dell’economia globale.
Nelle supply chain globali, ad esempio, le interruzioni causate dal meteo nei principali punti di transito possono tradursi in miliardi di dollari di ricavi persi e in un aumento dei costi operativi. Negli ultimi anni, ad esempio, siccità che hanno ridotto i livelli dell’acqua nel Canale di Panama hanno creato ingorghi che hanno ritardato le consegne e aumentato il costo delle merci a livello globale. Con il 40% delle navi statunitensi che attraversa ogni anno il canale, gli analisti stimano un impatto significativo dovuto all’aumento delle tariffe di transito o all’adozione di rotte alternative, con il rischio che la situazione si ripresenti con regolarità.
In agricoltura, il meteo non è solo un fattore esterno: è il principale motore della volatilità della produzione, degli sprechi e, in ultima analisi, dell’insicurezza alimentare. Gli sprechi alimentari in azienda agricola dovuti al meteo sono enormi e in aumento. Una nuova ricerca pubblicata su Nature riporta che, in media, ogni ulteriore grado Celsius di riscaldamento globale ridurrà la capacità mondiale di produrre cibo di 120 kcal per persona al giorno, pari al 4,4% dell’attuale consumo giornaliero raccomandato.
Sfruttando i dati meteo, l’intelligenza artificiale consente alle organizzazioni di “ricreare” le proprie operazioni, passando da un approccio reattivo a uno proattivo. La simulazione dei modelli meteorologici consente alle organizzazioni di prevedere i risultati e pianificare di conseguenza. Inoltre, aiuta le organizzazioni ad allocare meglio le risorse e a garantire operazioni efficienti e sostenibili. Molte organizzazioni puntano a un doppio risultato, a beneficio sia dei profitti sia del pianeta. Come molti hanno scoperto, “fare del bene” fa bene anche agli affari.
Nel recente webinar Snowflake Good Means Better Business: A Playbook for Data‑Driven Sustainability, Cargill Ocean Transport e il Met Office hanno raccontato come l’idea di Proust secondo cui il meteo “ricrea il mondo” sia la loro realtà quotidiana.
Weather recreates the world and ourselves; weather data helps us anticipate and adapt.
Cargill Ocean Transport: orientarsi in un clima che cambia
Per Cargill Ocean Transport, gestire circa 650 navi a noleggio in ogni momento e assicurarsi che arrivino a destinazione in sicurezza e puntuali significa che il meteo non è solo un fattore ambientale. È una variabile critica e volatile che determina l’efficienza delle operazioni aziendali. Ed è importante perché il trasporto marittimo movimenta oltre l’80% del commercio globale, collega i produttori ai mercati, alimenta le supply chain e sostiene l’economia mondiale. Allo stesso tempo, il trasporto marittimo è responsabile di circa il 2% delle emissioni globali di gas serra. Quando tempeste e venti contrari causano ritardi nelle spedizioni, cambiare rotta può far risparmiare tempo e carburante: un vantaggio per il doppio risultato. Cargill non vuole solo far arrivare le proprie navi a destinazione in orario: vuole farlo in modo sostenibile.
Cargill affronta questa sfida con innovazione fisica e innovazione digitale, e il meteo è un fattore per entrambe. Sul fronte fisico, la nave Pyxis Ocean di Cargill Ocean Transport, noleggiata a lungo termine, è stata dotata di due WindWings. Queste grandi vele rigide ad ala, alte fino a 37,5 metri, sfruttano la forza del vento e possono ridurre le emissioni di una percentuale a due cifre.
L’utilizzo del vento riduce subito il consumo di carburante e diminuisce l’impronta di carbonio delle operazioni. Di conseguenza, oggi la nave è valutata come la più efficiente della sua categoria e rappresenta una leva significativa all’interno di un portafoglio più ampio.
Sul fronte digitale, Cargill Ocean Transport ha sviluppato una piattaforma dati solida, con accesso a diverse sorgenti dati in tutta l’azienda. Le sue capacità per dati e AI consentono ai team di monitorare continuamente le traiettorie delle emissioni, individuare quasi subito eventuali scostamenti, intervenire prima e prendere decisioni lungimiranti basate sui dati. Sono passati da una reportistica reattiva a una gestione predittiva.
Ma dati migliori non significa più valore solo per le operazioni interne. Si traduce direttamente in valore per i clienti. Cargill offre una visibilità trasparente, a livello di singolo viaggio, non solo sulla propria impronta di carbonio ma anche su quella dei clienti, supportandoli nella gestione e nella rendicontazione delle emissioni Scope 3. Gli insight forniti permettono di valutare compromessi consapevoli tra costi, rischio e carbonio. Le decisioni di decarbonizzazione non vengono più prese in isolamento e possono consentire alle aziende di utilizzare i propri dati non solo per ottimizzare i profitti, ma anche per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. E uno dei fattori che guidano questa ottimizzazione è il meteo.
Il Met Office: dall’osservazione all’impatto
Al Met Office, gli scienziati del clima aiutano le organizzazioni a passare dall’osservazione all’impatto: Che cosa sta succedendo? Che cosa succederà? Perché succederà? E quale sarà l’impatto? Raccolgono 20 miliardi di osservazioni al giorno per valutare ciò che accade nel mondo, dagli oceani fino all’atmosfera. Poi traducono queste osservazioni nel loro significato. Un’area di bassa pressione porta a un temporale, oppure un’area di alta pressione persistente provoca siccità. Ma come ha sottolineato Rich Lawrence, Principal Fellow del Met Office, “Una semplice previsione non interessa a nessuno. Interessa invece sapere quale sarà l’impatto, sovrapporre una previsione ad altre informazioni contestuali per capire in che modo lo influenzerà”.
Ad esempio, il National Severe Weather Warning Service del Met Office fornisce indicazioni basate sull’impatto del meteo nel Regno Unito, più che su una soglia legata al meteo in sé. Fuori dal Regno Unito, il servizio Global Spot Weather Forecasts del Met Office offre previsioni specifiche per sito per oltre 5000 località nel mondo, inclusi aeroporti, principali punti di interesse e spiagge. Ad esempio, ospedali e servizi di ambulanza utilizzano le informazioni meteo per prevedere diversi tipi di incidenti. Sembra infatti che la pressione atmosferica sia collegata al numero di infarti e il gelo al numero di interventi di protesi all’anca. Le previsioni meteo aiutano a prevedere la domanda di ambulanze e servizi ospedalieri e orientano le decisioni su risorse e pianificazione del personale.
Gli insight del Met Office contribuiscono anche a guidare decisioni su diversi orizzonti temporali, dai prossimi giorni, settimane e mesi fino a decenni, nel caso di investimenti infrastrutturali di lungo periodo. Prendiamo ad esempio il settore retail. Le previsioni meteo di lungo periodo in aree specifiche possono aiutare a pianificare dove aprire un punto vendita nel lungo termine o come gestire le scorte nel medio termine, ma anche a definire i prezzi nel breve termine per evitare il deterioramento, accelerare la rotazione dei prodotti e ridurre gli sprechi alimentari: un altro esempio di utilizzo dei dati per fare del bene.
Snowflake: portare “Data for Good” nel marketplace
Oltre ai dati del Met Office, Snowflake ha anche aggiunto di recente un tag “Data for Good” al Marketplace Snowflake per aiutare le organizzazioni a integrare l’impatto sociale e ambientale nelle strategie di business principali. I provider di dati ora possono applicare questa categoria ai propri prodotti in catalogo e i consumatori possono esplorarla direttamente dalla homepage del Marketplace Snowflake per scoprire i set di dati. Questa nuova categoria “good” include set di dati di oltre 40 provider iniziali, comprese organizzazioni come S&P Global, MSCI e le Nazioni Unite, e offre informazioni critiche su tutto, dalle emissioni globali di gas serra a punteggi dettagliati di rischio ambientale, sociale e di governance (ESG).
Sfruttando questi dati live, “zero-copy”, le aziende possono andare oltre la reportistica statica e sviluppare modelli di sostenibilità dinamici, come il monitoraggio dell’impronta di carbonio delle singole rotte della supply chain o l’identificazione dei rischi di resilienza climatica nelle infrastrutture fisiche. In definitiva, questa iniziativa consente alle aziende di considerare l’impatto sociale non come un progetto collaterale, ma come un asset misurabile, data‑driven, che migliora sia il pianeta sia i risultati economici.
Per maggiori dettagli, segui il webinar Snowflake Good Means Better Business: A Playbook for Data‑Driven Sustainability.
