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Guida all’architettura a microservizi: vantaggi ed esempi

Scopri cos’è l’architettura a microservizi, i suoi componenti chiave, i vantaggi, le sfide e le best practice per creare applicazioni agili e scalabili.

  • Presentazione
  • Che cosa sono i microservizi?
  • Architettura monolitica e architettura a microservizi
  • Componenti chiave dell’architettura a microservizi
  • Pattern di progettazione microservizi più comuni
  • I vantaggi dell’architettura a microservizi
  • Sfide e compromessi dei microservizi
  • Esempi di architettura a microservizi
  • Conclusione: perché utilizzare i microservizi
  • FAQ sui microservizi
  • Clienti che utilizzano l’AI Data Cloud Snowflake
  • Microservizi e risorse di data engineering

Presentazione

Il termine “microservizi” si riferisce a un’architettura software che suddivide un’applicazione in parti più piccole e indipendenti, chiamate servizi. Ogni servizio gestisce una singola funzione e si connette agli altri tramite API. In questo modo i team possono creare, distribuire e scalare ciascun servizio in autonomia, senza modificare l’intero sistema.

Le aziende scelgono questo modello perché accelera il deployment delle applicazioni. In un sistema monolitico, anche una piccola modifica può richiedere la ricompilazione e il deployment dell’intera applicazione. Questo rallenta i progressi e aumenta il rischio di tempi di inattività. Con i microservizi, i team possono aggiornare rapidamente i singoli servizi, riducendo i colli di bottiglia e portando agli utenti nuove funzionalità o correzioni più velocemente.

Che cosa sono i microservizi?

In un’architettura a microservizi, ogni servizio si concentra su una singola funzionalità aziendale — ad esempio la gestione dei pagamenti, dei profili cliente o del tracciamento delle spedizioni — e opera all’interno del proprio contesto delimitato. Nel loro insieme, questi servizi compongono l’applicazione, ma restano debolmente accoppiati, quindi le modifiche a uno non richiedono la riscrittura dell’intera app.

Alcune caratteristiche definiscono i microservizi:
 

  • Deployment indipendente: I team possono creare, testare e rilasciare ogni servizio secondo le proprie tempistiche.

  • Gestione decentralizzata dei dati: Ogni servizio gestisce il proprio database o data store, riducendo le dipendenze e migliorando la resilienza.

  • Comunicazione leggera: I servizi comunicano tra loro tramite API o protocolli di messaggistica, rendendo le interazioni veloci e flessibili.

Questo modello rende le applicazioni più adattabili, consentendo alle aziende di far evolvere i sistemi pezzo per pezzo, anziché tutti in una volta.

Architettura monolitica e architettura a microservizi

Le applicazioni tradizionali vengono in genere sviluppate come un’unica codebase unificata che contiene tutte le funzionalità e le caratteristiche del sistema. Questo approccio può semplificare lo sviluppo nelle prime fasi, perché tutto risiede in un unico punto, rendendo più semplice testare e distribuire l’applicazione come unità singola. Ma con la crescita dell’applicazione, il modello monolitico diventa più difficile da gestire. Una modifica in una parte del codice può influire sull’intero sistema, rallentando gli aggiornamenti e rendendo rischiose le modifiche su vasta scala.

Invece di utilizzare un’unica codebase enorme, i microservizi suddividono l’applicazione in servizi più piccoli e indipendenti. Ogni servizio ha il proprio codice, i propri dati e il proprio processo di deployment. I servizi comunicano tramite API, che li mantengono connessi senza vincoli rigidi. Questa separazione consente ai team di modificare una funzionalità specifica senza dover aggiornare l’intera applicazione.

Componenti chiave dell’architettura a microservizi

Un sistema a microservizi è composto da diversi elementi che lavorano insieme per mantenere i servizi connessi, sicuri e gestibili. Ecco alcuni dei componenti fondamentali:
 

1. Servizi individuali

Il cuore dell’architettura è costituito dai servizi stessi. Ogni servizio gestisce una specifica funzione di business e può essere gestito in modo indipendente. Questa separazione impedisce che i guasti si propaghino a cascata nel sistema e consente ai team di procedere più velocemente.
 

2. Gateway API

Il gateway API è il punto di ingresso per applicazioni o dispositivi che inviano richieste al sistema. Instrada le richieste ai servizi corretti, gestisce l’autenticazione e può applicare criteri di sicurezza. Centralizzando queste attività, protegge i singoli servizi da complessità inutili.
 

3. Scoperta e registrazione dei servizi

In un ambiente dinamico, in cui i servizi possono scalare frequentemente verso l’alto o verso il basso, il sistema deve poter individuare ogni servizio. Un meccanismo di service discovery tiene traccia dei servizi attivi e della loro posizione, così da instradare le richieste in modo affidabile.
 

4. Data store per servizio

Ogni servizio gestisce i propri dati, in genere in un database scelto in base alle proprie esigenze. Questo riduce i colli di bottiglia e i conflitti che possono verificarsi con un data store condiviso e consente a ciascun servizio di evolvere senza essere vincolato alla stessa struttura degli altri.
 

5. Service mesh o livello di comunicazione

I servizi si scambiano grandi quantità di informazioni. Un service mesh aggiunge un ulteriore livello di comunicazione che aiuta a gestire questi flussi. Bilancia il carico, protegge i dati e aggiunge meccanismi di salvaguardia affinché i messaggi arrivino a destinazione in modo affidabile anche quando il sistema cresce e diventa più complesso.
 

6. Pipeline CI/CD

Le pipeline CI/CD automatizzano il processo di passaggio degli aggiornamenti del codice dallo sviluppo alla produzione. Questo accelera la delivery, riduce gli errori e rende più semplice distribuire modifiche con regolarità.
 

7. Monitoraggio e registrazione

Poiché i microservizi sono distribuiti, è essenziale avere visibilità sulla loro attività. Gli strumenti di monitoraggio mostrano come stanno performando i servizi e se sono disponibili, mentre la registrazione conserva un tracciamento degli eventi all’interno di ciascun servizio. Insieme, semplificano l’identificazione dei problemi e aiutano a mantenere il sistema operativo.
 

8. Progettazione basata sul dominio (DDD)

Il DDD è un approccio progettuale che allinea ogni servizio a uno specifico dominio di business, come la fatturazione o l’assistenza clienti. Strutturando i servizi intorno alle capacità aziendali anziché ai livelli tecnici, le organizzazioni possono creare sistemi che riflettono meglio le esigenze reali e restano flessibili al mutare di tali esigenze.

Pattern di progettazione microservizi più comuni

I pattern di progettazione offrono soluzioni riutilizzabili a problemi ricorrenti nei microservizi. Forniscono agli sviluppatori metodi pratici per rendere i sistemi più robusti, più facili da scalare e più semplici da gestire. Ecco alcuni dei più comuni:
 

Pattern API gateway

Il gateway API si colloca tra client e servizi e funge da punto di ingresso unico. Invece di chiamare direttamente più servizi, tutte le richieste passano attraverso il gateway, che gestisce l’instradamento, l’autenticazione e il bilanciamento del carico.
 

Pattern circuit breaker

Quando un servizio rallenta o va in errore, può compromettere l’intero sistema. Il pattern circuit breaker evita che accada: monitora le richieste e interrompe le chiamate verso un servizio in errore quando gli errori superano una soglia; quindi verifica se il servizio si è ripreso prima di consentire nuovamente il passaggio delle richieste. In questo modo i guasti restano isolati e le prestazioni complessive sono protette.
 

Pattern saga

Le transazioni in un’architettura a microservizi spesso coinvolgono più servizi. Il pattern saga gestisce questo scenario suddividendo la transazione in passaggi più piccoli, ciascuno gestito dal relativo servizio e coordinato tramite messaggi. Se qualcosa va storto in un passaggio, il sistema può annullare le modifiche applicate nei passaggi precedenti. Così, processi complessi come l’elaborazione degli ordini possono funzionare senza un sistema centrale che controlli l’intera transazione.
 

Pattern service registry

In un ambiente a microservizi, i servizi vengono continuamente creati, dismessi o spostati. Il service registry mantiene una directory dei servizi e delle relative posizioni. Gli altri servizi e il gateway API usano questo registro per individuarli e collegarsi secondo necessità, mantenendo il sistema flessibile e affidabile.

I vantaggi dell’architettura a microservizi

L’adozione dei microservizi offre diversi vantaggi che incidono direttamente su velocità, scalabilità ed efficienza del team. Ecco alcuni dei principali vantaggi:
 

Agilità e time to market più rapido

I microservizi consentono ai team di rilasciare funzionalità in modo indipendente, senza attendere un aggiornamento completo dell’applicazione. Questo accorcia i cicli di rilascio e facilita la risposta al feedback dei clienti o all’evoluzione delle esigenze aziendali.
 

Scalabilità istantanea

Poiché ogni servizio viene eseguito in modo indipendente, le organizzazioni possono scalare determinati servizi lasciando invariati gli altri. Ad esempio, un negozio online potrebbe scalare i servizi di checkout durante le vendite natalizie senza overprovisioning dell’intera piattaforma.
 

Isolamento dei guasti e resilienza

Se un servizio va in errore, non mette offline l’intero sistema. L’interruzione di un servizio di pagamento su un sito di ecommerce potrebbe ritardare le transazioni, ma gli utenti possono comunque navigare tra i prodotti o aggiornare i propri account. Questo isolamento rende il sistema complessivamente più affidabile.
 

Eterogeneità tecnologica

I microservizi offrono ai team la libertà di scegliere gli strumenti più adatti per ciascun servizio. Un team potrebbe usare un database relazionale per un servizio e un’opzione NoSQL per un altro; oppure un team potrebbe sviluppare in Java mentre un altro usa Python. Questa flessibilità aiuta a ottimizzare prestazioni e produttività.
 

Autonomia e produttività del team

Con i microservizi, i team hanno piena ownership dei servizi che sviluppano. Ogni team può scegliere gli strumenti più adatti, rilasciare secondo la propria pianificazione e risolvere problemi senza attendere altri gruppi. Questo riduce il tempo dedicato al coordinamento e consente di concentrarsi sul valore da rilasciare più velocemente, migliorando la produttività complessiva.

Sfide e compromessi dei microservizi

Se da un lato i microservizi portano molti vantaggi, dall’altro introducono nuove sfide che le organizzazioni devono valutare attentamente. Ecco alcuni dei compromessi più citati:
 

Maggiore complessità operativa

Gestire decine di servizi è molto più complesso che gestire una singola codebase. Ogni servizio ha proprie esigenze di deployment, monitoraggio e scalabilità, aggiungendo livelli di coordinamento per i team operativi.
 

Overhead delle risorse

I microservizi spesso richiedono un’infrastruttura più avanzata rispetto alle applicazioni tradizionali. Un servizio può essere pacchettizzato in un container o ospitato sulla propria VM, consumando memoria, storage e risorse di calcolo che, rispetto a un monolite, aumentano rapidamente.
 

Insidie dei sistemi distribuiti

Poiché i servizi comunicano tramite rete, problemi come latenza, timeout o perdita di messaggi diventano preoccupazioni concrete. Fare debug di errori distribuiti su più servizi può essere più difficile che rintracciare un bug in una singola codebase.
 

Cambiamento culturale e organizzativo

I microservizi richiedono nuove modalità di lavoro. I team devono allinearsi ai domini di business, assumere la ownership dei servizi e adottare pratiche DevOps. Le organizzazioni abituate a un controllo centralizzato potrebbero avere difficoltà ad adattarsi a questo modello distribuito.

Esempi di architettura a microservizi

I microservizi vengono utilizzati in molti settori per risolvere problemi diversi. Ecco alcuni esempi di applicazione concreta:
 

1. Ecommerce

I retailer online spesso usano microservizi per gestire funzioni distinte come cataloghi prodotti, carrelli, checkout e inventario. Questa separazione consente di scalare il servizio di checkout durante le vendite festive mantenendo stabili le altre parti del sito.
 

2. Servizi di streaming

Le piattaforme di streaming si affidano ai microservizi per offrire esperienze fluide. Servizi dedicati gestiscono attività come raccomandazione dei contenuti, profili utente e riproduzione. Questa scelta progettuale consente lo streaming verso milioni di utenti senza sovraccaricare un singolo sistema.
 

3. Servizi finanziari

Banche e aziende fintech utilizzano i microservizi per operazioni chiave come l’elaborazione dei pagamenti, il rilevamento delle frodi e la gestione degli account cliente. Servizi indipendenti possono migliorare la sicurezza, accelerare i rilasci e ridurre i tempi di inattività per i clienti.
 

4. Servizi logistici

Le società di spedizioni e consegne utilizzano microservizi per coordinare operazioni complesse. Un servizio può gestire il tracciamento dei pacchi, un altro l’ottimizzazione dei percorsi e un altro ancora le notifiche ai clienti. Nel complesso, questo facilita l’adattamento a problemi di consegna o a esigenze di reindirizzamento.
 

5. Servizi di notifica

Molte applicazioni si affidano alle notifiche per mantenere alto l’engagement degli utenti. Un microservizio dedicato può gestire notifiche push, campagne email o SMS su più piattaforme. Poiché è indipendente, il servizio di notifica può scalare durante eventi ad alto traffico senza impattare sul resto del sistema.

Conclusione: Perché utilizzare i microservizi

I microservizi offrono alle organizzazioni un modo per creare applicazioni più scalabili, manutenibili e adattabili rispetto ai tradizionali sistemi monolitici. Suddividendo il software in servizi più piccoli, i team ottengono l’agilità necessaria per rilasciare aggiornamenti rapidamente, scalare componenti specifici in base alla domanda e allineare le scelte tecnologiche alle esigenze di business.

Tuttavia, il modello comporta anche compromessi. Gestire decine di servizi introduce nuovi livelli di complessità, dal monitoraggio al deployment fino alla necessità di un cambiamento culturale all’interno dell’organizzazione. Per avere successo, le aziende devono progettare con attenzione, dotarsi degli strumenti giusti e avere team preparati ad assumere la ownership dei servizi indipendenti.

Spesso, l’approccio migliore è incrementale. Inizia identificando le aree in cui indipendenza e scalabilità generano più valore — ad esempio funzionalità rivolte ai clienti o servizi ad alta domanda — e procedi da lì. I microservizi possono offrire vantaggi concreti, ma rendono al massimo quando l’adozione è coerente con maturità e obiettivi dell’organizzazione.

FAQ sui microservizi

Le piattaforme cloud sono un’ottima scelta per i microservizi. Provider come Google Cloud, AWS e Azure offrono strumenti per orchestrazione dei container, service discovery e gestione delle API. Questi servizi consentono alle organizzazioni di scalare i microservizi in base alla domanda, addebitando solo le risorse effettivamente consumate.

Una piattaforma per microservizi è un insieme di strumenti e framework che semplificano la creazione, il deployment e la gestione dei microservizi. Queste piattaforme coprono aspetti come orchestrazione, gestione dei container, networking, monitoraggio e scalabilità. In pratica, può significare usare Docker per i container, Kubernetes per l’orchestrazione e un service mesh come Linkerd o Istio per gestire comunicazione e sicurezza. Queste piattaforme costituiscono la spina dorsale che garantisce il funzionamento regolare dei servizi distribuiti.

Sì. L’elaborazione serverless può essere utilizzata per eseguire microservizi come singole funzioni che vengono attivate solo quando serve. Questo modello riduce l’overhead dell’infrastruttura e abbassa i costi per workload con traffico imprevedibile. Tuttavia, i servizi serverless possono introdurre nuove sfide, come i cold start e limiti più stringenti ai tempi di esecuzione.