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Che cos’è la cloud security? La guida completa

Scopri che cos’è la cloud security, come funziona ed esplora best practice, soluzioni e strumenti per proteggere dati, reti e infrastruttura nel cloud.

  • Presentazione
  • Che cos’è la cloud security?
  • Come funziona la cloud security
  • Pilastri chiave della cloud security
  • I vantaggi della cloud security
  • Rischi e sfide per la cloud security
  • Tipi di soluzioni di cloud security
  • 7 best practice per la cloud security
  • Conclusione
  • FAQ sulla cloud security
  • Clienti che utilizzano l’AI Data Cloud
  • Risorse per la cloud security

Presentazione

Dalle startup alle imprese globali, le organizzazioni stanno spostando dati, applicazioni e infrastruttura fuori sede a un ritmo che pochi avrebbero potuto immaginare dieci anni fa. Questo cambiamento porta velocità e scalabilità, ma amplia anche il bersaglio per gli autori di attacchi informatici. Errori di configurazione, credenziali sottratte e lacune di visibilità sono solo alcuni dei rischi che ne derivano. Allo stesso tempo, le autorità di regolamentazione stanno inasprendo i requisiti su come le informazioni sensibili vengono archiviate e a chi è consentito accedervi, aumentando la posta in gioco sul fronte della conformità.

La cloud security è un framework che consente alle aziende di adottare il cloud computing mantenendosi al contempo protette. In questa guida analizzeremo come funziona la cloud security, i pilastri chiave che la supportano, le sfide che affronta e le best practice e soluzioni che possono aiutare le organizzazioni a proteggere i propri dati e a crescere con fiducia.

Che cos’è la cloud security?

La cloud security è un insieme di tecnologie, policy e pratiche progettate per proteggere servizi cloud, sistemi basati su cloud, dati e infrastruttura. Copre tutto, dalla prevenzione degli accessi non autorizzati alla crittografia delle informazioni sensibili, fino a garantire la disponibilità dei servizi anche durante un attacco.

Uno degli aspetti che distingue la cloud security dalla sicurezza IT tradizionale è la distribuzione delle responsabilità. In un data center locale, l’organizzazione gestisce lo stack end-to-end. Nel cloud, la responsabilità è condivisa. I cloud service provider come AWS, Google Cloud o Microsoft Azure proteggono i data center fisici, l’hardware sottostante e gran parte della piattaforma di base. È responsabilità del cliente proteggere applicazioni, dati, accessi degli utenti e configurazioni che vengono implementati su tale infrastruttura. La ripartizione esatta dipende dal fatto che il servizio sia IaaS, PaaS o SaaS, ma il principio è lo stesso: entrambe le parti hanno un ruolo e spesso si creano lacune quando i clienti danno per scontato che il provider copra più di quanto effettivamente faccia.

Come funziona la cloud security

La cloud security funziona stratificando le protezioni in tutto l’ambiente. Questo include l’infrastruttura che ospita i servizi, le applicazioni che vi vengono eseguite e gli utenti finali che vi accedono.

A livello di infrastruttura cloud, i provider rafforzano i data center con protezioni fisiche, firewall e reti virtuali. Inoltre, applicano patch e aggiornano la piattaforma di base in modo continuativo. I clienti costruiscono quindi su questa base configurando i gruppi di sicurezza di rete, segmentando i workload e applicando la crittografia per mantenere i dati protetti, sia a riposo sia in transito.

Le applicazioni aggiungono un ulteriore livello. Qui, sicurezza significa applicare pratiche di secure coding, testare le vulnerabilità e utilizzare strumenti come i web application firewall per bloccare il traffico dannoso. Un punto debole comune è lo storage cloud configurato in modo errato, ad esempio quando un bucket viene lasciato aperto al pubblico, esponendo dati sensibili. 

Infine, la sicurezza si estende agli accessi degli utenti finali. Gli strumenti di gestione delle identità e degli accessi definiscono chi può accedere, cosa può vedere e quali azioni può intraprendere. L’autenticazione a più fattori e controlli di accesso granulari rendono più difficile per gli autori di attacchi compromettere gli account tramite password sottratte.

Pilastri chiave della cloud security

Una solida cloud security si basa su alcuni principi essenziali. Ciascuno affronta un diverso livello di rischio, ma insieme creano una strategia di difesa in profondità.
 

Gestione delle identità e degli accessi (IAM)

IAM controlla chi può accedere a cosa nel cloud. Le policy definiscono ruoli e autorizzazioni, mentre strumenti come Single Sign-On e autenticazione a più fattori aiutano a evitare la compromissione degli account. Se implementata correttamente, IAM riduce la superficie di attacco limitando l’accesso di ogni utente alle sole risorse di cui ha bisogno.
 

Protezione dei dati

I dati sensibili devono rimanere protetti, sia che siano crittografati nello storage, in movimento attraverso una rete o in fase di elaborazione. Crittografia, tokenizzazione e mascheramento dei dati contribuiscono tutti a questo obiettivo. Queste misure aiutano a mantenere le informazioni illeggibili agli utenti non autorizzati, che si tratti dei dati della carta di credito di un cliente o di progetti proprietari.
 

Controlli di sicurezza della rete

Firewall, reti private virtuali e sistemi di rilevamento/prevenzione delle intrusioni segmentano gli ambienti cloud e filtrano il traffico. La microsegmentazione è sempre più comune e consente ai team di sicurezza di isolare i workload, in modo che una violazione in un’area non si propaghi ad altre.
 

Rilevamento e monitoraggio delle minacce

Gli ambienti cloud sono dinamici, il che rende essenziale una visibilità continua. Gli strumenti di monitoraggio della sicurezza tracciano l’attività degli utenti, il traffico di rete e il comportamento del sistema alla ricerca di schemi sospetti. Ad esempio, un accesso insolito da una nuova posizione geografica o un picco nei download di dati potrebbe attivare avvisi per ulteriori verifiche.
 

Conformità e garanzie normative

Le organizzazioni che operano nel settore sanitario, finanziario o pubblico possono essere soggette a rigidi framework di conformità come HIPAA, PCI DSS o FedRAMP. I controlli di cloud security possono essere mappati a questi requisiti con funzionalità di audit, logging e reporting che aiutano a dimostrare la conformità durante le ispezioni.
 

Configurazione di sicurezza e gestione della postura

Gli errori di configurazione sono una causa comune di violazioni nel cloud. Gli strumenti di posture management verificano automaticamente la presenza di impostazioni non sicure, come un bucket di storage esposto o autorizzazioni troppo ampie, e le segnalano prima che gli autori di attacchi possano approfittarne.
 

Sicurezza delle applicazioni nel cloud

Le app eseguite nel cloud devono essere create e mantenute con la sicurezza in mente. Ciò significa pratiche di secure coding, scansioni periodiche delle vulnerabilità e protezioni come i web application firewall, il tutto per ridurre al minimo le vulnerabilità che potrebbero essere sfruttate durante gli attacchi. L’obiettivo è prevenire gli exploit a livello applicativo, dove spesso vengono presi di mira i punti deboli.
 

Risposta agli incidenti e disaster recovery

Ogni organizzazione prima o poi affronta un evento di sicurezza. Un piano di risposta ben preparato consente un contenimento e un ripristino rapidi. I cloud provider offrono servizi di backup e ripristino, ma i clienti devono definire policy sulla frequenza dei backup, sulla conservazione dei dati e sui tempi di ripristino dopo un’interruzione o un attacco.

I vantaggi della cloud security

Se eseguita correttamente, la cloud security offre vantaggi che vanno oltre la riduzione del rischio. Può anche creare valore aziendale e serenità.
 

Forte protezione dei dati

Crittografia, controlli degli accessi e monitoraggio lavorano insieme per mantenere i dati sensibili protetti in tutta l’infrastruttura cloud. Con minacce che vanno dall’uso improprio interno agli attacchi esterni, misure di protezione solide mantengono le informazioni riservate e intatte.
 

Efficienza dei costi

Le violazioni sono costose, ma le misure di prevenzione non devono esserlo. La cloud security trasferisce gran parte dei costi infrastrutturali ai provider, consentendo alle organizzazioni di concentrare i budget su configurazione, monitoraggio e risposta. Anche l’automazione di attività come patch management e posture check riduce i costi del personale.
 

Gestione semplificata della conformità

I provider progettano le piattaforme per supportare molti standard di conformità. Insieme a controlli lato cliente come audit logging e reporting, la cloud security consente di dimostrare più facilmente l’allineamento a normative come GDPR o HIPAA. Questo fa risparmiare tempo e riduce il rischio di sanzioni.
 

Rilevamento e risposta alle minacce più rapidi

Gli strumenti cloud-native dei principali provider possono analizzare l’attività in tempo reale, individuando comportamenti insoliti in pochi minuti. Quando viene utilizzata una credenziale sottratta o l’autore di un attacco si sposta lateralmente nei sistemi, gli avvisi possono attivare azioni automatizzate, come il blocco di un IP o l’isolamento di un workload, prima che il danno si diffonda.
 

Maggiore fiducia dei clienti e reputazione del brand

Le violazioni dei dati possono erodere rapidamente la fiducia. Una solida postura di cloud security aiuta le organizzazioni a gestire correttamente le informazioni dei clienti. Nel tempo, questo consente a un’azienda di distinguersi e rafforza il brand.

Rischi e sfide per la sicurezza del cloud

L’adozione del cloud introduce nuovi rischi di cui le organizzazioni devono tenere conto. Alcuni sono tecnici, altri derivano da errori umani o da pressioni normative.
 

Ambienti cloud configurati male

Uno dei rischi più comuni deriva da semplici errori: un bucket di storage lasciato pubblico, autorizzazioni eccessivamente ampie o una regola del firewall scritta in modo errato. 
 

Minacce interne e accessi non autorizzati

Dipendenti, subappaltatori o partner con accessi non appropriati possono causare un incidente di sicurezza, intenzionalmente o accidentalmente. Controlli di identità più deboli facilitano inoltre lo sfruttamento di credenziali sottratte da parte degli autori di attacchi e gli spostamenti inosservati all’interno dei sistemi.
 

Conformità complessa tra regioni

Le normative non si fermano ai confini geografici. Un’azienda che opera negli Stati Uniti e in Europa deve tenere conto di regole diverse, come GDPR, HIPAA e leggi statali sulla privacy. Mappare i controlli di sicurezza su più framework richiede tempo ed è facile commettere errori.
 

Lacune di visibilità in ambienti multi-cloud e hybrid cloud

Molte aziende eseguono workload su AWS, Azure, Google Cloud e data center on-premise. Ogni ambiente dispone di strumenti e dashboard propri, rendendo difficile ottenere una visione unificata della postura di sicurezza di un’azienda. Questa mancanza di visibilità lascia punti ciechi che gli autori di attacchi possono sfruttare.
 

Minacce persistenti avanzate che colpiscono i workload cloud

Gruppi di minaccia con ingenti risorse prendono sempre più di mira l’infrastruttura cloud. Possono stabilire appoggi a lungo termine, mascherare la propria attività nel traffico normale ed esfiltrare silenziosamente dati sensibili, rendendosi tra le minacce più difficili da rilevare e rimuovere. Per individuare ed espellere queste minacce sono necessarie capacità avanzate di monitoraggio e analisi forense.

Tipi di soluzioni di cloud security

Le organizzazioni utilizzano una combinazione di soluzioni e strumenti di sicurezza specializzati per proteggere i propri ambienti cloud. Ciascuno affronta un aspetto diverso della difesa.
 

Broker per la sicurezza degli accessi al cloud (CASB)

Un CASB monitora e controlla le interazioni tra utenti e piattaforme cloud, applicando le policy aziendali durante lo spostamento dei dati. Migliora la visibilità sullo shadow IT, monitora l’utilizzo e applica controlli come crittografia o restrizioni di accesso. I CASB sono particolarmente utili per gestire applicazioni SaaS che i dipendenti adottano al di fuori della supervisione ufficiale dell’IT.
 

Piattaforme di protezione dei workload cloud (CWPP)

Le CWPP si concentrano sulla protezione dei workload (macchine virtuali, container e funzioni serverless) mentre vengono eseguiti nel cloud. Rilevano vulnerabilità, eseguono scansioni malware e applicano protezioni runtime. Questo le rende utili per difendersi dagli attacchi che colpiscono i workload applicativi.
 

Cloud security posture management (CSPM)

Gli strumenti CSPM scansionano continuamente le configurazioni cloud per individuare impostazioni a rischio, come storage esposto al pubblico o controlli degli accessi troppo permissivi. Possono anche fornire indicazioni di remediation o correzioni automatiche. CSPM aiuta a prevenire violazioni correlate a errori di configurazione.
 

Secure web gateway (SWG)

Un SWG filtra il traffico tra gli utenti e Internet. Nel contesto cloud, blocca i siti pericolosi, applica le policy web aziendali e protegge gli utenti che lavorano al di fuori della rete aziendale. Questo aiuta a salvaguardare i lavoratori remoti e ibridi che possono accedere ai servizi cloud da qualsiasi luogo.
 

Data loss prevention (DLP)

Le soluzioni DLP monitorano come i dati sensibili vengono utilizzati e spostati tra i servizi cloud. Possono bloccare o segnalare tentativi di copiare, condividere o caricare informazioni in violazione delle policy. Le DLP riducono il rischio di fughe accidentali e supportano la conformità alle normative sulla privacy dei dati.
 

Zero trust network access (ZTNA)

ZTNA sostituisce il vecchio modello che considerava affidabile chiunque si trovasse all’interno della rete aziendale. Piuttosto che dipendere dalla posizione, le decisioni di accesso dipendono dall’identità, dallo stato di integrità del dispositivo e dal contesto. Applicando il principio “non fidarti mai, verifica sempre”, ZTNA limita lo spostamento laterale se l’autore di un attacco compromette un account o un dispositivo.

7 best practice per la cloud security

Una cloud security robusta dipende meno dagli strumenti in sé e più da come vengono utilizzati. Queste best practice aiutano a ridurre il rischio e migliorare la resilienza.
 

Applica solide policy IAM e MFA

Mantieni rigoroso l’accesso degli utenti con autorizzazioni basate sui ruoli e autenticazione a più fattori. Questo aiuta a impedire agli autori di attacchi di sfruttare password sottratte e limita la portata del danno se un account viene compromesso.
 

Crittografa i dati in transito e a riposo

Applica la crittografia ai dati sensibili ovunque risiedano. Transport Layer Security (TLS) protegge le informazioni che si spostano tra le reti, mentre la crittografia a livello di storage aiuta a mantenere i dati illeggibili se i sistemi di storage vengono violati.
 

Monitora e verifica regolarmente le configurazioni

Gli ambienti cloud cambiano continuamente. Monitoraggio continuo e audit regolari aiutano a individuare impostazioni a rischio prima che portino a un’esposizione.
 

Adotta un’architettura zero trust

Invece di considerare affidabili per impostazione predefinita utenti e dispositivi, verifica ogni richiesta con controlli contestuali. Zero trust riduce le probabilità di spostamenti laterali se l’autore di un attacco compromette una parte dell’ambiente.
 

Forma i dipendenti sulla sicurezza

La tecnologia non può correggere ogni errore umano. Una formazione regolare aiuta i dipendenti a individuare tentativi di phishing, utilizzare password più robuste ed evitare comportamenti rischiosi nei servizi cloud.
 

Automatizza le policy di sicurezza e il patch management

L’automazione riduce i tempi di reazione e gli errori umani. Le policy per controllo degli accessi, logging e patching possono essere codificate e applicate automaticamente ai workload cloud.
 

Sviluppa un playbook di incident response

Gli incidenti sono inevitabili. Un playbook chiaro che definisce chi fa cosa, come avviene l’escalation degli avvisi e come vengono ripristinati i sistemi evita che i team debbano improvvisare sotto pressione. Testare regolarmente il piano aiuta a garantirne l’efficacia quando serve.

Conclusione

La cloud security si evolve rapidamente. L’intelligenza artificiale e il machine learning migliorano il rilevamento delle minacce, gli accessi senza password riducono la dipendenza dalle credenziali e l’automazione semplifica il reporting di conformità. Allo stesso tempo, zero trust, identità decentralizzata e sviluppo security-first stanno trasformando il modo in cui le organizzazioni creano e proteggono i sistemi cloud.

I fondamenti della sicurezza nel cloud restano gli stessi: proteggere i dati sensibili, controllare gli accessi e monitorare in modo continuo. Adottando le best practice di settore, le aziende possono restare al passo con le minacce emergenti e scalare in sicurezza.

FAQ sulla cloud security

Le best practice includono una solida gestione delle identità e degli accessi, la crittografia dei dati in transito e a riposo, il monitoraggio continuo e audit regolari delle configurazioni. Insieme, questi controlli creano più livelli di difesa contro i percorsi di attacco più comuni.

Gli errori più comuni sono spesso semplici: bucket di storage mal configurati, autorizzazioni di accesso eccessivamente ampie, password deboli o riutilizzate e mancanza di visibilità negli ambienti multi-cloud. I clienti sono responsabili di gran parte della configurazione e del controllo degli accessi.

Zero trust sposta il modello da “fidati ma verifica” a “non fidarti mai, verifica sempre”. Ogni richiesta di accesso viene convalidata in base all’identità, allo stato di integrità del dispositivo e al contesto. Questo approccio riduce la possibilità che l’autore di un attacco si muova liberamente attraverso i sistemi se compromette un account o un endpoint.