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Enterprise AI: trend, casi d’uso e cosa serve per la prossima fase di adozione

L’enterprise AI sta passando da strumenti di produttività isolati a sistemi profondamente integrati e connessi che guidano workflow e decisioni aziendali. La prossima ondata di adozione sarà definita dalla capacità delle organizzazioni di combinare funzionalità agentiche con dati governati, integrazioni attente alla sicurezza e risultati misurabili.

ENTERPRISE AI: LA DEFINIZIONE

L’enterprise AI è l’intelligenza artificiale di livello produttivo integrata nei sistemi e nei processi che fanno funzionare un’azienda. Collega modelli, agenti e automazione a dati aziendali governati per migliorare i workflow e supportare le decisioni.

L’enterprise AI sta entrando in una fase più operativa. I primi utilizzi dell’AI in azienda si concentravano sulla produttività individuale: scrittura, sintesi, ricerca e stesura di bozze. Oggi le organizzazioni più avanzate applicano l’intelligenza artificiale a workflow di ogni tipo, dal customer service alle vendite, fino alla finanza, alle operations, all’analisi dei dati e ai processi specifici di settore.

Questa evoluzione significa che l’AI viene integrata nelle applicazioni e connessa sia a dati strutturati sia non strutturati. È anche sempre più agentica: in grado di recuperare il contesto, invocare strumenti e operare su più sistemi. Ne deriva una nuova classe di casi d’uso in cui l’AI contribuisce a instradare il lavoro, interpretare il contesto aziendale, suggerire i passi successivi e supportare le decisioni.

La sfida è consentire all’AI di operare con i dati, la logica di business e i controlli corretti. “Su scala enterprise, il problema più difficile non è più solo l’intelligenza del modello: è il contesto”, afferma Baris Gultekin, Vice President of Product, AI di Snowflake. “La prossima generazione di enterprise AI sarà definita da sistemi capaci di combinare dati aziendali governati, conoscenza operativa e orchestrazione intelligente direttamente nei workflow aziendali.”

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Su scala aziendale, il problema più difficile non è più la sola intelligenza del modello: è il contesto.

Baris Gultekin
VP of Product, AI Snowflake

Questo richiede un’architettura che colleghi l’AI a dati affidabili e governati e fornisca a modelli e agenti il contesto semantico per comprendere i concetti di business. Richiede inoltre azioni delimitate e un’integrazione controllata con applicazioni, API e sistemi di workflow. Sono necessari anche controlli di governance e pratiche di valutazione che verifichino gli output in termini di accuratezza, drift, bias e conformità alle policy.

Cosa significa oggi enterprise AI

L’enterprise AI è l’utilizzo di sistemi di AI nei workflow, negli ambienti dati, nelle applicazioni e nei processi decisionali di un’organizzazione. Comprende AI generativa, machine learning (ML), modelli predittivi, interfacce in linguaggio naturale, automazione e agenti AI.

Ad esempio, un workflow di supporto basato su enterprise AI può recuperare lo storico del cliente, i termini contrattuali, le regole di entitlement, gli articoli della knowledge base e i dati sugli incident aperti, per poi suggerire una risposta che l’agente del servizio clienti verifica prima dell’aggiornamento del caso. L’architettura in cui l’AI opera è centrale: quali dati sono accessibili all’utente, quale policy si applica, quale definizione di metrica è approvata, quale azione richiede una revisione e quale output deve essere registrato per l’audit.

I team enterprise AI più avanzati convergono verso una nuova architettura per il funzionamento dell’AI in produzione. Integra l’AI nei workflow, connette i sistemi tramite agenti, rende utilizzabili più dati e incorpora la governance nel ciclo di vita.

L’AI si sposta nel livello dei workflow

Il prossimo vantaggio dell’enterprise AI si giocherà sulle performance dei processi. Significa che l’AI sarà misurata su risultati come una revisione dei sinistri più rapida, tassi di escalation del supporto più bassi, l’accuratezza delle previsioni, meno rinnovi bloccati, una pianificazione dell’inventario più coerente o un time to insight più breve.

Ad esempio, un workflow di vendita può riepilogare un account, individuare il rischio sul rinnovo e predisporre una revisione per il manager. Oppure un workflow finance può spiegare perché è cambiato lo scostamento dei ricavi, individuare quali ipotesi si sono modificate e allegare i dati di supporto.

L’Agentic AI collega i sistemi, non si limita a rispondere alle domande

L’Agentic AI trasforma l’enterprise AI da interfaccia di risposta a livello di coordinamento Un agente può interpretare una richiesta, scomporla in fasi, recuperare dati, richiamare strumenti, verificare lo stato e predisporre un’azione, tutto all’interno di un unico workflow.

Gli agenti di enterprise AI possono essere progettati per distinguere tra i tipi di dati e instradare le richieste di conseguenza. Quando un utente aziendale pone una domanda che richiede l’estrazione di dati da un database strutturato, come dati di pipeline, cifre di fatturato o registri di inventario, l’agente può generare ed eseguire una query in base alla richiesta e alle autorizzazioni. Quando la domanda richiede l’interpretazione di un documento, come un contratto, la trascrizione di una chiamata o un PDF di policy, l’agente recupera e sintetizza quel contenuto. Gli agenti più sofisticati gestiscono entrambi i casi in un’unica risposta, indirizzandosi a ciascuna fonte in base a ciò che l’attività richiede.

Questo coordinamento genera nuovi requisiti. Le organizzazioni necessitano di autorizzazioni delimitate per gli strumenti, gate di approvazione, ambienti di esecuzione in sandbox, logging completo, controlli dei costi e percorsi di rollback. Il Model Context Protocol (MCP) è uno standard emergente per gestire il modo in cui gli agenti si connettono a strumenti e fonti di dati, inclusa la definizione dei limiti di accesso, e contribuisce a ridurre rischi come l’esposizione delle credenziali o l’esfiltrazione di dati durante workflow multi-step. La supervisione umana resta essenziale per un uso sicuro e responsabile dell’AI.

I dati non strutturati diventano un input primario per l’AI

Molti workflow aziendali dipendono da informazioni che non risiedono ordinatamente in tabelle. Contratti, documenti di sinistro, note cliniche, trascrizioni di chiamate, PDF, email, manuali di prodotto, immagini e ticket tecnici contengono spesso il dettaglio necessario per rispondere a una domanda o completare un’attività. Fino a poco tempo fa, questi contenuti erano difficili da utilizzare in modo coerente nei workflow analitici e operativi.

La fase successiva dell’enterprise AI collega il contesto documentale ai record strutturati e alle azioni dei workflow. La retrieval-augmented generation (RAG) offre ai sistemi AI un modo per cercare all’interno di un corpus di documenti, recuperare i passaggi pertinenti e utilizzare quel contenuto per fondare una risposta, invece di basarsi solo su ciò che il modello ha appreso durante il training. La ricerca ibrida, che combina la similarità semantica con la corrispondenza per parole chiave, migliora il recupero delle informazioni tra i diversi tipi di contenuto da cui dipendono i workflow aziendali.

Le funzioni AI integrate nelle pipeline di dati consentono di trasformare i dati non strutturati su larga scala: trascrivere audio, classificare documenti, riassumere registrazioni di chiamate e rilevare PII. I contenuti che in passato erano difficili da analizzare in modo coerente diventano più facili da strutturare, interrogare e riutilizzare.

Il contesto semantico diventa infrastruttura AI

L’enterprise AI richiede che ai dati sia associato un significato di business. Un modello può generare una risposta apparentemente attendibile partendo dalla tabella sbagliata, applicare una definizione obsoleta di annual recurring revenue (ARR) oppure conteggiare due volte una metrica perché non comprende la relazione tra le entità. In una dashboard, questi problemi sono costosi. In un workflow AI che compie azioni, possono propagarsi alle decisioni a valle prima che qualcuno rilevi l’errore.

Le organizzazioni definiscono sempre più metriche, entità, dimensioni e relazioni approvate in una forma che i sistemi AI possono interrogare con precisione. Le viste semantiche codificano la logica di business, come le definizioni approvate delle metriche, le relazioni di join e le gerarchie delle entità, offrendo ai modelli AI un’interfaccia governata verso i dati strutturati. I metadati del catalogo, inclusi stati di certificazione, ownership, lineage, freschezza e cronologia di utilizzo, forniscono ai sistemi AI un contesto aggiuntivo per decidere quali fonti siano abbastanza affidabili da utilizzare.

La governance diventa parte del runtime dell’AI

La governance non può limitarsi a un documento di policy o a una revisione pre-lancio. Con l’AI integrata nei workflow, i controlli devono applicarsi nel momento in cui il sistema recupera dati, richiama uno strumento, genera un output, aggiorna un record o esegue l’escalation di un’azione.

Questo include la classificazione automatica dei tipi di dati sensibili come PII e dati relativi alla salute (categorie particolari ai sensi dell'art. 9 GDPR), il mascheramento dinamico dei dati in base al ruolo dell’utente, controlli di accesso a livello di riga che limitano ciò che ogni utente o agente può recuperare, il tracciamento del lineage che riconduce gli output alle fonti, log di audit che registrano gli accessi e il monitoraggio che segnala drift, errori o anomalie di costo.

Le organizzazioni dovrebbero applicare questi controlli in modo coerente su tutti i metodi di accesso: un analista che esegue SQL, uno sviluppatore che usa Python o un utente aziendale che interroga i dati tramite un’interfaccia basata sul linguaggio naturale. L’obiettivo è aiutare le organizzazioni a gestire il rischio AI nei processi business-critical.

Casi d’uso dell’enterprise AI: dall’AI generativa all’Agentic AI

Molte organizzazioni hanno già sperimentato sintesi, redazione di testi e ricerca. L’ondata successiva collega queste capacità ai sistemi aziendali, a dati affidabili e ad azioni governate.

CONSIGLIO RAPIDO

Inizia da un solo workflow, una metrica di successo chiara e i dati governati necessari a supportarlo.

Assistenza e servizio clienti

Il servizio clienti passa dalla semplice sintesi dei ticket a workflow di supporto connessi. L’AI esamina i casi, recupera le linee guida di policy, redige risposte, rileva il rischio di escalation e contribuisce a instradare il lavoro al team corretto.

La versione più avanzata collega la cronologia del supporto, i dati di entitlement, i termini contrattuali, la documentazione di prodotto, lo stato degli incidenti e le note tecniche. Un agente di supporto vede non solo la richiesta del cliente, ma anche se il cliente ha diritto a un determinato livello di servizio, se esiste un problema noto e quale formulazione di risposta è stata approvata.

Sales e revenue operations

L’AI applicata alle vendite va oltre la redazione di email e le note delle riunioni. I casi d’uso successivi si concentrano su account intelligence, movimento della pipeline e qualità delle previsioni. L’AI può preparare riepiloghi degli account, segnalare i rischi sulle opportunità, individuare i dati CRM mancanti, supportare le risposte alle richieste di offerta (RFP) ed evidenziare i cambiamenti nelle ipotesi di previsione.

Nelle revenue operations, un workflow AI può confrontare il movimento della pipeline con i pattern storici di conversione, i segnali di utilizzo del prodotto, i customer health score e le condizioni di rinnovo, per poi preparare una nota di previsione corredata dalle relative evidenze.

Finanza e risk management

I reparti finanziari possono usare l’AI enterprise per supportare l’analisi degli scostamenti, le previsioni, la revisione delle fatture, la revisione dei contratti, le indagini sulle frodi e la preparazione degli audit. I casi d’uso più efficaci aiutano il reparto finanziario a ricostruire il percorso che collega un dato riportato alle transazioni, alle ipotesi, ai contratti o alle regole di policy che lo determinano.

I casi d’uso finance richiedono una governance particolarmente solida. Un workflow AI in ambito finance deve sapere quale definizione di metrica è approvata, quale periodo di reporting si applica, quale mappatura dei conti è aggiornata e quale set di dati supporta la risposta. Per le attività di rischio e compliance, deve anche lasciare evidenze: cosa ha esaminato, quale fonte ha utilizzato, quale eccezione ha rilevato e quale persona ha approvato il passaggio successivo. I controlli di accesso devono essere proporzionati alla sensibilità dei dati, sia che il workflow riguardi cifre di fatturato, condizioni contrattuali o dati sulle retribuzioni dei dipendenti.

Operations e supply chain

I team operations e supply chain possono applicare l’AI alla previsione della domanda, alla gestione delle scorte, alla pianificazione della manutenzione dei macchinari, all’analisi delle performance dei fornitori e al triage delle eccezioni. Questi casi d’uso dipendono da dati tempestivi e connessi, perché piccoli ritardi o segnali obsoleti possono cambiare l’azione consigliata.

Un agente per la supply chain può combinare segnali di domanda, registri di inventario, performance dei fornitori, stato delle spedizioni e condizioni contrattuali prima di consigliare una risposta a un ritardo. Un workflow nel settore manifatturiero può esaminare la telemetria dei macchinari, i dati sulla qualità e lo storico della manutenzione per individuare dove è probabile che si presenti il prossimo problema di processo. L’opportunità non riguarda solo la previsione, ma l’azione consigliata, con contesto ed evidenze sufficienti perché una persona o un sistema a valle possa rispondere in modo efficiente con i dati di supporto pertinenti.

L’ERRORE COMUNE

Un errore frequente è trattare l’enterprise AI come un problema di scelta del modello anziché come un problema di modello operativo. Senza dati affidabili, permessi chiari, pratiche di valutazione e una chiara ownership dei workflow, anche progetti pilota AI promettenti possono avere difficoltà a diventare sistemi di produzione affidabili.

A cosa stanno lavorando oggi le aziende leader

Le organizzazioni che vogliono scalare l’enterprise AI hanno bisogno di una data foundation che consenta all’AI di entrare nei workflow senza perdere il controllo su accesso ai dati, logica di business, costi, qualità e accountability. Man mano che l’AI diventa più integrata e agentica, questa data foundation deve garantire una connettività sufficiente perché l’AI recuperi il contesto e supporti l’azione, insieme a un livello di controllo sufficiente per anticipare, guidare e verificare i comportamenti.

Una piattaforma dati governata

L’enterprise AI necessita di accesso a dati strutturati, semistrutturati e non strutturati, ma l’accesso deve riflettere ownership, sensibilità, freschezza dei dati e vincoli di policy. Un modello o un agente non deve accedere ai dati solo perché esiste un connettore. Deve accedervi perché utente, workflow e caso d’uso dispongono dei permessi corretti.

Questa data foundation richiede l’applicazione delle policy nel punto di accesso: classificazione per identificare i campi sensibili, masking e policy a livello di riga per limitare ciò che ogni utente o agente può recuperare, lineage e log di audit per mostrare quali dati sono stati utilizzati e segnali di qualità dei dati per indicare se una fonte è abbastanza aggiornata per supportare l’attività.

Un livello semantico per il significato di business

Un livello semantico offre ai sistemi AI un’interfaccia governata alla logica di business. Definisce metriche, entità, dimensioni e relazioni approvate in una forma che i sistemi AI possono interrogare con precisione. Senza di esso l’AI può comunque produrre risposte, ma sarà necessario dedicare molto tempo a verificare se quelle risposte riflettono la realtà del business.

Le semantic view sono uno dei meccanismi che aiutano a realizzarlo. Codificano le definizioni di business, come la modalità di calcolo del fatturato, quali relazioni tra entità sono canoniche e quali dimensioni appartengono a quali domini. I metadati del catalogo, tra cui stato di certificazione, ownership, lineage e storico di utilizzo, forniscono ai sistemi AI un contesto aggiuntivo per determinare quali fonti di dati sono affidabili e aggiornate.

Controlli sugli agenti e confini degli strumenti

Quando gli agenti collegano i sistemi, le organizzazioni devono definire cosa può fare ogni agente: quali strumenti può richiamare, quali dati può recuperare, quali azioni richiedono una revisione umana, quali credenziali utilizza e cosa succede se commette un errore. Senza questi confini, i workflow agentici introducono rischi che non esistono nei sistemi di tipo domanda-risposta.

MCP fornisce uno standard per definire come gli agenti si connettono a strumenti e fonti di dati, quali permessi comporta ogni connessione e come tali connessioni sono protette. Gli ambienti di esecuzione in sandbox isolano il codice eseguito dagli agenti e riducono il rischio di azioni al di fuori di un ambito definito. L’isolamento dei dati per tenant mantiene separati i dati degli agenti di un’organizzazione da quelli di un’altra negli ambienti multi-tenant, se implementato con controlli adeguati.

Valutazione e osservabilità

L’enterprise AI richiede una valutazione prima e dopo il deployment. È necessario misurare la qualità delle risposte, l’accuratezza del retrieval, il rischio di allucinazioni, la latenza, i costi, il tasso di escalation e l’impatto sul business. Per i workflow agentici, la valutazione deve verificare anche se l’agente ha selezionato lo strumento corretto, ha seguito la sequenza corretta e si è fermato per l’approvazione quando richiesto.

L’AI Observability è essenziale perché i sistemi AI cambiano al variare di modelli, prompt, dati e workflow. Un workflow oggi affidabile può andare in drift se cambia una fonte di dati upstream, se una policy viene aggiornata o se un agente ottiene accesso a un nuovo strumento. Un monitoraggio continuo, con soglie di alert definite e una chiara ownership del percorso di gestione delle eccezioni, permette di individuare quel drift prima che influisca sulle decisioni di business.

Ownership cross-funzionale

Il modello operativo dell’enterprise AI richiede che data owner, sicurezza, compliance, team di piattaforma e responsabili dei processi di business operino a partire da un framework di controllo condiviso. Quando l’AI è in grado di recuperare dati e agire tra i sistemi, l’organizzazione deve sapere chi è responsabile del workflow, dei dati, delle policy, del processo di valutazione e del percorso di gestione delle eccezioni.

Il futuro dell’enterprise AI

Il futuro immediato dell’enterprise AI non sarà un maggior numero di funzionalità AI, ma sistemi AI più disciplinati. Le organizzazioni che si affermeranno in questa nuova fase saranno quelle capaci di trasformare l’AI da capacità isolata a esecuzione governata, in cui ogni output è fondato su dati affidabili, allineato alla logica di business e responsabile di risultati concreti. È questa base che consente alle organizzazioni di scalare l’AI nei workflow con fiducia.

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Il futuro immediato dell’enterprise AI non sarà un maggior numero di funzionalità AI, ma sistemi AI più disciplinati.

Come Snowflake supporta l’enterprise AI

Snowflake aiuta le organizzazioni a sviluppare un’enterprise AI in cui dati governati, logica di business e funzionalità AI operano insieme. Con Snowflake Cortex AI e Snowflake Horizon Catalog è possibile collegare l’AI a dati strutturati, semistrutturati e non strutturati, applicare il contesto semantico e utilizzare le funzionalità di governance Snowflake per gestire i controlli di accesso e privacy nei workflow agentici. Questo fornisce una base per scalare l’enterprise AI nei workflow di produzione, allineando accesso ai dati, governance e accountability.

IN SINTESI

L’enterprise AI sta diventando un livello operativo fondamentale per le organizzazioni moderne. Per scalarla con successo, alle aziende non bastano modelli potenti: servono dati affidabili, una governance chiara, controlli governati sugli agenti AI e risultati di business misurabili.

Domande frequenti

Le risposte degli esperti Snowflake alle domande più comuni sull’enterprise AI.

Gli agenti AI stanno cambiando l’enterprise AI perché consentono ai sistemi AI di fare molto più che rispondere a domande. Gli agenti possono scomporre una richiesta in passaggi, recuperare dati, richiamare strumenti, interagire con le app e trasferire il lavoro tra sistemi. Questo li rende utili in workflow come customer support, procurement, revenue operations, finance e IT, ma aumenta anche la necessità di autorizzazioni delimitate, monitoraggio, approvazione umana e audit trail.

La governance è importante perché l’enterprise AI opera spesso con dati sensibili, processi regolamentati e decisioni di business che richiedono accountability. Man mano che l’AI viene integrata nei workflow e collegata tra i sistemi, le organizzazioni hanno bisogno di policy, lineage, controlli di accesso, processi di valutazione e audit trail che definiscano ciò che i sistemi AI possono vedere e fare.

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