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Privacy dei dati: come i controlli di governance proteggono i dati sensibili

La privacy dei dati richiede molto più di policy scritte. Scopri come i controlli di governance aiutano le organizzazioni a proteggere i dati personali e sensibili in termini di accesso, archiviazione, conservazione, conformità e utilizzo dell’AI.

PRIVACY DEI DATI: LA DEFINIZIONE

La privacy dei dati è la pratica di proteggere le informazioni personali e sensibili controllando come vengono raccolte, utilizzate, condivise, conservate ed eliminate. Il suo obiettivo è fornire alle organizzazioni regole chiare per un utilizzo responsabile dei dati, contribuendo al contempo a proteggere le persone da accessi non autorizzati, usi impropri o esposizione delle loro informazioni personali.

In astratto, una regola di privacy dei dati sembra semplice: utilizzare i dati sensibili solo per scopi approvati, archiviarli in modo appropriato, limitarne l’accesso agli utenti autorizzati ed eliminarli quando non sono più necessari. Ma queste regole sono difficili da applicare in un patrimonio di dati ampio e interconnesso, in cui la stessa tabella può alimentare contemporaneamente analisi dei dati, reporting, workflow di applicazione e casi d’uso di AI per diverse business unit in più giurisdizioni.

Ecco perché la privacy dei dati dipende dai controlli di data governance. Le organizzazioni hanno bisogno di un modo per individuare i dati sensibili, classificarli, limitarne l’accesso, preservare le limitazioni di finalità, applicare le regole di conservazione e tracciarne l’utilizzo a valle, anche quando i dati personali non si trovano più nel loro contesto originale.

Cos’è la data governance per la conformità alla privacy?

La privacy dei dati fornisce alle organizzazioni regole chiare per un utilizzo responsabile dei dati, contribuendo al contempo a proteggere le persone da accessi non autorizzati, usi impropri o esposizione delle loro informazioni personali. In un ambiente di dati aziendale, la privacy dei dati dipende sia dalle policy sia dall’enforcement. Una privacy policy può definire come trattare i dati di clienti, dipendenti o pazienti, ma questi requisiti contano solo se possono essere tradotti in controlli applicabili nei sistemi in cui i dati vengono archiviati, interrogati, condivisi ed elaborati.

Ecco perché la data governance è fondamentale per la privacy dei dati. La data governance copre il modello operativo dei dati nel suo complesso: qualità, ownership, lineage, accesso, gestione del ciclo di vita ed enforcement delle policy in tutto il patrimonio di dati. Le pratiche di governance aiutano le organizzazioni a rispondere a domande pratiche sulla privacy dei dati. Dove risiedono i dati personali? Chi può accedervi? Quali utilizzi sono consentiti? Per quanto tempo devono essere conservati? Cosa accade quando arriva una richiesta di cancellazione?

Un catalogo dati può indicare a un team dove si trova la colonna delle email dei clienti e quali dashboard la utilizzano. I controlli di privacy dei dati vanno oltre, stabilendo se quella colonna può essere utilizzata per il marketing, se il consenso copre tale utilizzo, chi può vedere i valori non mascherati, per quanto tempo i dati devono essere conservati e cosa accade quando arriva una richiesta di cancellazione. È importante definire correttamente l’ambito della privacy governance, perché in genere deve allinearsi alle normative applicabili come il GDPR, il CCPA e l'HIPAA, in base al quadro normativo applicabile e al caso d'uso.

5 componenti fondamentali di una governance policy per la privacy dei dati

Una privacy policy definisce in genere i controlli necessari per proteggere i dati personali e sensibili. Nella maggior parte delle organizzazioni, questo significa affrontare cinque aree fondamentali: discovery e classificazione, utilizzo consentito, enforcement degli accessi, conservazione e monitoraggio.

1. Discovery e classificazione dei dati

La privacy dei dati parte dal sapere quali dati personali esistono, dove risiedono, quanto sono sensibili e come si spostano nell’ambiente. Una policy dovrebbe definire come i dati personali e sensibili vengono identificati, classificati ed etichettati, così che i team possano applicare i controlli giusti a valle. Questo è fondamentale, perché un’organizzazione non può governare dati che non riesce a localizzare o a distinguere da informazioni meno sensibili.

CONSIGLIO RAPIDO

Avvia le iniziative sulla privacy con la discovery e la classificazione dei dati, così che le informazioni sensibili possano essere etichettate, monitorate e protette in modo coerente in tutti i workload di analisi dei dati e AI. Le privacy policy sono molto più semplici da applicare quando i controlli per accesso, mascheramento e conservazione vengono applicati direttamente al data layer.

2. Limitazione delle finalità e consenso

Una privacy policy dovrebbe definire perché vengono raccolti i dati personali, quali utilizzi sono consentiti e come tali utilizzi vengono documentati. Dovrebbe inoltre stabilire come viene acquisito il consenso, come vengono gestite le revoche e cosa accade quando un team vuole utilizzare i dati per una finalità che esula dalla giustificazione originale.

3. Controllo degli accessi e mascheramento

Non tutti gli utenti, i ruoli o i workload devono avere lo stesso livello di accesso ai dati personali. Una privacy policy dovrebbe stabilire chi può visualizzare i valori non mascherati, quando i dati devono essere mascherati e come l’accesso viene approvato, riesaminato e adeguato nel tempo. Questi controlli traducono i requisiti di privacy in restrizioni applicabili a livello di data layer.

4. Conservazione ed eliminazione dei dati

Le privacy policy dovrebbero definire per quanto tempo i dati personali vengono conservati, quando devono essere archiviati e come vengono eliminati al termine del periodo di conservazione o alla ricezione di una valida richiesta di cancellazione. Questo aiuta le organizzazioni ad allineare le pratiche operative sui dati agli obblighi di privacy e riduce il rischio di conservare i dati personali più a lungo del necessario solo perché restano tecnicamente disponibili.

5. Monitoraggio e audit

Una privacy policy dovrebbe specificare come viene tracciato l’accesso ai dati personali, come vengono riesaminate le eccezioni e come l’organizzazione indaga su sospetti usi impropri o violazioni delle policy. Il monitoraggio e l’auditabilità sono importanti perché un’organizzazione deve essere in grado di dimostrare che l’accesso ai dati personali è stato coerente con le policy durante un audit, un’indagine o la revisione di un incidente.

La privacy dei dati nell’era dell’AI

L’AI alza la posta in gioco perché aumenta sia il numero di modi in cui i dati personali possono essere utilizzati sia la difficoltà di tracciarne gli utilizzi. Dati raccolti per il servizio clienti o l’elaborazione delle transazioni potrebbero in seguito essere proposti per il training di modelli, il prompt grounding, il feature engineering o il supporto alle decisioni automatizzate. Una privacy policy dovrebbe stabilire se tale utilizzo è consentito dalle policy organizzative applicabili e dai requisiti normativi, se è coperto da informativa o consenso e quali controlli si applicano prima che i dati raggiungano un workload di AI.

Nel panorama normativo, questa non è un’ipotesi astratta. L'AI Act dell’UE è entrato in vigore il 1° agosto 2024 e la sua attuazione è già in corso: i divieti su determinate pratiche di AI sono diventati effettivi a febbraio 2025, gli obblighi per i modelli di AI generici sono seguiti ad agosto 2025 e i requisiti per i sistemi di AI ad alto rischio dovrebbero entrare gradualmente in vigore tra il 2026 e il 2027. Lo US state tracker dell’IAPP continua a documentare le attività emergenti di AI governance a livello statale.

La sovrapposizione tra privacy dei dati e AI governance è ormai così ampia che la maggior parte delle organizzazioni ha bisogno che le due discipline si coordinino. Per chi redige le governance policy, l’implicazione pratica è chiara. Le organizzazioni che sviluppano programmi di AI governance potrebbero volere privacy policy che tengano conto delle finalità di elaborazione specifiche dell’AI, definiscano i percorsi di approvazione per i dati di training e inferenza, richiedano il lineage per i set di training sensibili e stabiliscano procedure di eliminazione e riaddestramento ove applicabile. Può essere utile anche chiarire come le restrizioni di accesso, le regole di mascheramento e i requisiti di audit si estendono alle pipeline di AI, oltre che ai workflow di analisi dei dati e reporting.

Scopri come Snowflake abilita i controlli sulla privacy per proteggere i dati sensibili.

Le governance policy devono rendere applicabile la privacy

La privacy governance funziona quando resta collegata al modo in cui i dati vengono effettivamente utilizzati. La policy deve definire finalità, accesso, conservazione e diritti a un livello su cui i team legali e di compliance possano contare, ma deve anche collegare tali requisiti ai sistemi che classificano i dati, applicano il mascheramento, limitano l’accesso e registrano ciò che accade.

La data governance fornisce la struttura operativa per questi controlli. Aiuta le organizzazioni a trasformare i requisiti di privacy in regole coerenti in tutto il patrimonio di dati, inclusi i workflow di AI che stanno ridefinendo il modo in cui vengono elaborati i dati personali.

IN SINTESI

La data governance trasforma i requisiti di privacy in controlli applicabili in tutto il patrimonio di dati, definendo come i dati personali vengono classificati, consultati, conservati e monitorati nell’ambito di un programma di data governance più ampio. Man mano che l’AI amplia i modi in cui vengono utilizzati i dati sensibili, le organizzazioni hanno bisogno anche di privacy governance policy che tengano conto del training, dell’inferenza e della conformità alle normative dell’AI, applicando al contempo controlli coerenti nei workflow di analisi dei dati e AI.

Domande frequenti

Le risposte degli esperti Snowflake alle domande più comuni sulla privacy dei dati.

La data governance riguarda la gestione complessiva dei dati di un’organizzazione e comprende qualità, ownership, accesso, gestione del ciclo di vita e responsabilità. La privacy dei dati si concentra in modo specifico sui dati personali e sensibili, con requisiti aggiuntivi relativi a consenso, limitazione delle finalità, conservazione, diritti degli interessati e applicazione delle regole sulla privacy.

Una policy di privacy dei dati copre in genere discovery e classificazione dei dati, usi consentiti dei dati personali, consenso e limitazione delle finalità, controlli degli accessi, masking, regole di conservazione ed eliminazione, requisiti di monitoraggio e audit e percorsi di escalation per incidenti relativi alla privacy o eccezioni alle policy.

In genere combinano le policy con controlli tecnici come classificazione, tagging, controllo degli accessi basato sui ruoli (RBAC), masking, restrizioni a livello di riga, regole di conservazione e monitoraggio degli accessi. L’obiettivo è rendere applicabili le regole sulla privacy nei sistemi in cui i dati vengono effettivamente interrogati, condivisi ed elaborati.

Aiuta le organizzazioni a valutare se i dati personali sensibili debbano essere esclusi, ridotti al minimo o pseudonimizzati all’interno dei set di training, in linea con i principi sulla privacy applicabili come la limitazione delle finalità e con quadri normativi in evoluzione, tra cui l’AI Act dell’UE.

La centralizzazione contribuisce a un’applicazione più coerente negli ambienti multi-cloud, riduce il rischio di “punti ciechi” nella compliance e semplifica la gestione delle richieste di accesso degli interessati (DSAR).

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