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JUL 14, 2026/Lettura: 6 minDentro l’azienda

Dentro la data collaboration che ha portato il Team USA all’oro olimpico

Olympic and Snowflake logos with the American flag

Il Summit 26 di Snowflake si è concluso. Ma sento ancora le conversazioni animate che si riversavano dal Moscone Center sui marciapiedi di San Francisco: migliaia di persone da tutto il mondo che discutevano delle possibilità offerte dai dati e dall’intelligenza artificiale.

Uno dei momenti che ricordo con più piacere è l’incontro con il Team USA Bobsled/Skeleton (USABS), tra cui la campionessa olimpica Elana Meyers Taylor, l’Head Coach della squadra USA di bob Chris Fogt, il CEO di USABS Aron McGuire e il Director of Sport Performance Curt Tomasevicz.

In qualità di Official Data Collaboration Provider del Team USA e Official Data Cloud Provider di USA Bobsled/Skeleton, Snowflake affianca la squadra sui dati che guidano ogni decisione presa in una frazione di secondo. 

Come quando Elana Meyers Taylor ha conquistato il suo primo oro olimpico statunitense a 41 anni per soli 4/100 di secondo. Su quasi sei chilometri di ghiaccio, la differenza tra oro e argento è stata un frammento di tempo più breve di un battito cardiaco.

Margini così ridotti non nascono per caso. Sono il frutto di atleti e allenatori che spingono i limiti del possibile con gli strumenti più potenti a loro disposizione: dati e AI.

La gara inizia prima che il bob si muova

Nel bob, la partenza in spinta è tutto. Gli atleti spingono un bob da 180 a 230 chilogrammi fino alla massima velocità prima di salire a bordo. Se un singolo atleta compie anche solo un passo di troppo, la fisica si ritorce contro di lui, e quell’ultimo passo genera una resistenza che si amplifica fino al traguardo.

Per anni le squadre si sono affidate all’istinto. Ma nel bob la data collaboration è lo sport di squadra dietro lo sport di squadra. A Milano Cortina 2026 USABS ha potuto collaborare su dati di nuova generazione grazie a Snowflake CoWork, e ha saputo sfruttarli. 

“Se spingi il bob anche solo un passo di troppo, quando sali sul bob in realtà stai frenando, generando una forza che compromette la discesa”, spiega Aron McGuire, CEO di USABS. “Se sali un po' troppo presto, non sfrutti al massimo la capacità di spinta della squadra. Lavorando con Snowflake CoWork siamo riusciti a calcolare il numero esatto di passi che gli atleti dovrebbero compiere prima di salire sul bob.”

In cima alla pista, una precisione simile fa tutta la differenza. Ma tutto comincia molto prima del giorno della gara.

Non tutte le curve sono ciò che sembrano 

Sedici curve. Quattro discese. In uno sport dove i margini si misurano in centesimi e l’energia mentale conta quanto quella fisica, sapere quali contano davvero può fare la differenza.

Basta chiedere a Elana Meyers Taylor, cinque volte olimpionica statunitense, madre, sostenitrice dei diritti delle persone con disabilità e la bobbista più titolata nella storia americana. I dati raccontavano una storia diversa da quella che i suoi occhi vedevano, e lei ha cambiato il modo di gareggiare.

“C’erano alcune curve su cui ci concentravamo perché a occhio sembravano decisive per vincere o perdere la gara”, racconta Meyers Taylor. “Ma dopo aver analizzato i dati con Snowflake CoWork abbiamo capito che su certe curve non serviva concentrarsi affatto. Quelle che contavano erano le curve 1, 2 e 4. Ci siamo concentrate solo su quelle, sapendo che se le avessimo affrontate bene avremmo fatto un’ottima gara.”

Sapere dove indirizzare le energie e dove non farlo è un vantaggio competitivo in qualsiasi ambito. Ma l’oro da record di Meyers Taylor a Milano Cortina 2026 dimostra quando e come i dati più avanzati possano portare le prestazioni umane a nuovi livelli.

Quando l’istinto di una bobbista trova il suo alleato

Meyers Taylor ha vinto l’oro fidandosi allo stesso tempo del proprio istinto e dei dati. Anche nel monobob, una prova individuale, la preparazione è stata un lavoro di squadra: allenatori e atlete lavorano sugli stessi dati prima ancora che Elana metta piede sul ghiaccio.

“Una volta in discesa, ti affidi solo all’istinto perché è tutto ciò che hai”, dice. “Ma è così che si mettono insieme le due cose: raccogli i dati fuori dal ghiaccio, li analizzi, poi sali sul bob e dai il massimo.”

Lo stesso vale per gli allenatori che le guidano. 

“Il nostro head pilot coach fa questo sport dal 1986, e solo negli ultimi due anni abbiamo iniziato a raccogliere questi dati”, racconta Chris Fogt, Head Coach di USABS. “Ha insegnato la stessa curva nello stesso identico modo per molto tempo. Ora abbiamo i dati e in un paio di occasioni abbiamo scoperto che non aveva torto, ma forse sbagliava per un soffio. Ed era disposto a capirlo. Unire l’esperienza di un allenatore ai dati e a Snowflake CoWork ne amplifica davvero le competenze.

Per Fogt è proprio questo che fanno i buoni dati. Invece di cancellare decenni di esperienza faticosamente acquisita, un’intelligenza potente la conferma e poi la affina di quel tanto che serve. Per USABS è proprio questo l’obiettivo della partnership con Snowflake: allineare allenatori e atleti. Come dice Tomasevicz: “Se un atleta impara qualcosa in modo proattivo e lo comunica all’allenatore, anche gli allenatori sono aperti a imparare. Più orecchie e più occhi.”

Le vittorie a Milano Cortina 2026 non sono la storia di una tecnologia che sostituisce il giudizio umano. Sono la storia di ciò che accade quando i migliori al mondo restano curiosi e usano i dati per migliorarsi di continuo, dentro e fuori dalla pista. 

La strada di casa, con una tappa a Los Angeles

L’oro di Elana per il Team USA è stato il culmine di intere vite di duro lavoro. Ma ciò che viene dopo è anch’esso una ricompensa: il ritorno in palestra, sul ghiaccio e i prossimi quattro anni di lavoro. In vista dei prossimi Giochi Olimpici Invernali, la squadra sta già delineando una roadmap dei dati ancora più ambiziosa. 

Il recruiting è la prossima frontiera. A differenza di altri sport olimpici in cui l’allenamento inizia spesso durante l’infanzia, il bob recluta da discipline che vanno dal calcio al sollevamento pesi. Del resto, l’Head Coach Chris Fogt e il CEO di USABS Aron McGuire provengono entrambi dal mondo dell’atletica leggera, mentre il Director of Sport Performance Curt Tomasevicz ha giocato a football al college in Nebraska e la campionessa olimpica Elana Meyers Taylor è passata al bob dopo non essere entrata nella squadra olimpica di softball nel 2008. Basandosi su forza pura, velocità esplosiva e fisicità, il bob recluta i migliori atleti da sport altrettanto impegnativi. Ma oggi l’individuazione dei talenti è in gran parte manuale: gli allenatori setacciano risultati di atletica e statistiche di football e contattano i potenziali atleti sui social media. 

“I dati sono il futuro delle nostre attività di recruiting mirato”, afferma Tomasevicz. “Con Snowflake CoWork possiamo essere molto precisi nell’individuare chi cerchiamo e offrire a quegli atleti una seconda opportunità di vita davvero unica.”

La data collaboration va oltre il recruiting e arriva fino al ghiaccio. “Analizzare la giusta combinazione tra atleti potenti e atleti veloci ci aiuterà a ottimizzare la partenza”, spiega McGuire. “Possiamo creare un profilo delle attitudini di ogni atleta: sono più potenti o più veloci?” Snowflake aiuta USABS a rispondere a queste domande prima ancora che il bob si muova.

Le ambizioni della squadra vanno anche oltre il recruiting. “Spero che in futuro potremo usare l’AI, inserire dati sulle condizioni del ghiaccio, l’umidità e tutte queste variabili, e ottenere un risultato: ‘In base a questi trend, dovresti usare questa attrezzatura’”, dice Meyers Taylor. “Eliminerà le supposizioni e ci permetterà di affrontare le gare con maggiore sicurezza.”

Le informazioni raccolte da USABS a Milano Cortina 2026 non svaniscono quando si spegne la fiamma. Si sommano a ogni discesa e a ogni gara, a ogni allenamento all’alba, a ogni ciclo olimpico. È il lavoro di cui noi di Snowflake siamo onorati di fare parte.

Per USABS, la strada che li attende passa dalle Alpi nel 2030 e torna a casa, a Salt Lake City, nel 2034. 

Ma il percorso di data collaboration prosegue a Los Angeles tra due anni. In qualità di Official Data Collaboration Provider per il Team USA e per i Giochi Olimpici e Paralimpici di LA28, non vediamo l’ora di scoprire cosa potranno fare insieme i migliori atleti al mondo e i loro dati, sul nostro terreno di casa. 

Ci vediamo a Los Angeles!
 

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